🌧️ PREVISIONI PER LUNEDÍ 27 E MARTEDÌ 28 MAGGIO ☁️

PREVISIONE PER DOMANI E INIZIO SETTIMANA: ANCORA INSTABILE

Continua questa lunga fase caratterizzata da sostanziale assenza di stabilità, fase che dura ormai da più di un mese e mezzo.
Potremmo però essere agli sgoccioli (è proprio l’espressione adatta), perchè i prossimi giorni potrebbero essere gli ultimi di questa lunga fase, e tra 3-4 giorni sembra affacciarsi un periodo con aumento della pressione e tempo più soleggiato, ma parleremo di questo argomento in un prossimo articolo.

Per domani il tempo sarà instabile, con cielo nuvoloso e piogge intermittenti ma generalmente non di forte intensità, tranne nel caso di rovesci o temporali molto localizzati.
Le temperature notturne saranno simili alle attuali, sui 14-16 gradi in pianura, vicine alle medie del periodo, mentre di giorno sarà fresco vista la copertura del cielo, probabilmente sotto i 20 gradi.

Anche per martedì la situazione non dovrebbe cambiare molto, se non per un lieve aumento delle temperature massime.

Nella prima carta l’accumulo totale di pioggia di lunedì + martedì per il modello Arpege, siamo tra 20 e 50 mm sulle pianure. Nella seconda carta la situazione europea (mod. ECMWF) per lunedì alle 24, evidente la saccatura che coinvolge anche l’Italia.
Analisi di Fabio Turetti.

SISTEMI FRONTALI: parte terza.

di Puppo Francesco

L’atmosfera terrestre si manifesta come un involucro gassoso estremamente dinamico e capace di instaurare dei flussi atmosferici a scala globale talmente intensi e talvolta instabili da portare alla formazione dei cicloni extratropicali. Quest’ultimi sono strutture di bassa pressione caratterizzate da una notevole estensione orizzontale, e con scala diversa anche verticale, che si generano nelle ondulazioni del fronte polare e delle onde di Rossby in generale. Alle nostre latitudini essi si originano preferibilmente sull’Atlantico centro-settentrionale e poichè la circolazione avviene mediamente da ovest verso est, il loro movimento presenta una direttrice ovest-est; ciò indirizza verso le regioni europee i sistemi frontali associati ai loro cicloni determinando periodi anche prolungati di tempo perturbato. Analizziamo meglio: in sostanza i fronti cosa sono?
In generale, con il termine fronte si intende la superficie o zona di transizione tra due masse d’aria che possiedono caratteristiche termodinamiche ed ottiche diverse quali temperatura, umidità, densità, visibilità (Fig. 1.1)
Il fronte, inoltre, è anche sede di differenze di intensità e direzione del vento sia in orizzontale che lungo la verticale nonché di altri processi termodinamici che nell’insieme svolgono il ruolo di abbassare e smorzare il contrasto termico esistente tra i due volumi d’aria; una delle principali conseguenze di tutto ciò è la formazione di nuvolosità e precipitazioni lungo la zona frontale. Per quanto riguarda lo spostamento a grande scala, i sistemi frontali si muovono insieme al ciclone al quale sono associati e nel contempo ruotano attorno al suo centro in senso antiorario, con velocità di circa 40km/h, con picchi di 60-70km/h. La velocità infatti dipende dall’intensità dei venti perpendicolari al fronte. (Fig. 1.2-3-4)
Se la massa d’aria fredda (polare) si muove verso quella di aria calda (equatoriale) siamo in presenza di un fronte freddo: esso consiste quindi in un’irruzione di aria fredda che si estende dal suolo (ove viene evidenziato dalle omonime carte meteorologiche) fino agli strati medio-alti e che viaggia verso zone e volumi d’aria prima occupati da aria più calda.
Ma quali sono i segnali che ci avvertono dell’arrivo di un fronte freddo? Andiamo con ordine: prima dell’arrivo del fronte la pressione cala, i venti spirano dai quadranti meridionali e in cielo può presentarsi nuvolosità di tipo altostratificata. In prossimità del fronte invece, essendo l’aria fredda in arrivo più densa di quella presente, essa penetra scalzando l’aria più calda la quale, sollevata prepotentemente, porta alla formazione di nuvolosità. Infatti a causa del rapido moto ascensionale l’aria calda è soggetta ad un raffreddamento dovuto al sollevamento detto adiabatico che porta alla condensazione del vapore acqueo in microscopiche goccioline di acqua (passaggio di stato da gassoso a liquido); che alla fine costituiscono la massa della nube; ebbene nel fronte freddo si osserva uno spiccato e massiccio sviluppo verticale che porta alla formazione di nubi cumuliformi responsabili di temporali, rovesci o piogge convettive relativamente durature.
Cosa accade invece dopo il passaggio del fronte freddo? La pressione atmosferica inizia a salire, il vento subisce un cambiamento sia in direzione che in intensità mentre, gradualmente, la nuvolosità tende a diminuire ed il cielo si apre sempre di più; tuttavia le schiarite producono un maggior irraggiamento solare che favorisce il riscaldamento degli strati d’aria più vicini al suolo, mentre nel contempo permane aria più fredda in quelli superiori. Questa è una situazione termodinamicamente instabile (freddo su caldo) che favorisce lo sviluppo di temporali termoconvettivi postfrontali (Fig. 2.1)
E il fronte caldo?
Il fronte caldo, che in un sistema frontale precede il fronte freddo, è invece una zona di transizione che separa aria calda in arrivo da quella fredda preesistente. Come ben sappiamo, l’aria calda è meno densa di quella fredda e tenderà quindi a scivolare e sollevarsi sopra quest’ultima in maniera meno irruenta di quanto faceva l’aria nel fronte freddo. Come già spiegato, il sollevamento verticale di un volume d’aria porta alla saturazione e, se il moto continua, ad una successiva condensazione con conseguente formazione di nubi. Poichè lo scivolamento dell’aria calda avviene lungo un ideale piano meno inclinato rispetto a quello del fronte freddo ecco che si generano nubi di tipo stratiforme proprio per la maggior componente orizzontale. Per questo motivo il fronte caldo è caratterizzato da precipitazioni diffuse e persistenti, di intensità variabile in quanto dipendenti dall’acqua precipitabile presente nelle nuvole, inconseguenze particolare le nubi maggiormente presenti nel fronte caldo sono i nembostrati. I principali parametri che subiscono modifiche al transito del fronte sono: la pressione atmosferica che diminuisce gradualmente prima dell’arrivo del fronte per poi aumentare al passaggio dello stesso; la temperatura che davanti al fronte risulta più bassa sia per la matrice fredda dell’aria e sia per il raffreddamento connesso alle precipitazioni, essa al transito del fronte è destinata pertanto ad aumentare (Fig. 2.2)
Infine un sistema frontale completo annovera anche il fronte occluso e ciò si realizza quando il fronte freddo, più veloce di quello caldo, raggiunge quest’ultimo, il risultato è una fenomenologia che fa un mix delle caratteristiche sia del fronte freddo che di caldo. Infine il fronte occluso segna l’avvio della fase finale o maturità del ciclone e ciò avviene quando raggiunge al suo interno il valore più basso di pressione atmosferica; da questo momento, esauriti i contrasti termodinamici, il ciclone tenderà gradualmente a dissolversi entro qualche giorno; tuttavia nella fase iniziale di questo lasso di tempo perdurano comunque precipitazioni abbondanti e bassi valori della temperatura, oltre alla possibilità di significativa ventilazione. (Fig. 1.5)
In conclusione, la prossima volta che il nostro territorio sarà interessato da precipitazioni o da fenomeni di origine frontale, saremo più consapevoli delle dinamiche che l’atmosfera mette in atto per ottenere quell’equilibrio termico terrestre tanto a noi difficilmente comprensibile quanto in verità necessario per la nostra stessa vita, e quella delle altre creature che popolano la Terra.

🌦️PREVISIONE PER SABATO 25 E DOMENICA 26 MAGGIO⛅

♦️OGGI ANCORA INSTABILE, DOMENICA A TRATTI SOLE, MA CON NUBI ALTE IN AUMENTO, LUNEDÌ NUOVE PIOGGE♦️

🔷OSSERVAZIONI METEO
Fin da questa mattina attivitá di rovesci e temporali sul nostro territorio prealpino specie sul veronese, vicentino e bellunese ( fig. 1 mappa isoiete-Meteotriveneto )

🔷SITUAZIONE GENERALE
La saccatura segnalata ieri, fin dal mattino ha iniziato a determinare sulla nostra regione una spiccata instabilitá con rovesci e temporali essenzialmente su rilievi e pedemontana. Essa successivamente sará più attiva al centro-sud isolando un minimo tra Sardegna e Tunisia (fig 2 Geop. 500 hPa BOLAM-CNR) e liberando per domenica temporaneamente il nordest da fenomeni grazie ad una avvezione stabilizzante in quota di aria calda (fig 3 Geop 500 hPa BOLAM-CNR). Tuttavia un nuovo peggioramento é da attendersi giá per lunedí.

🔷PREVISIONE PER SABATO POMERIGGIO-SERA
Ancora instabilitá discontinua specie sui rilievi e pedemontana occidentale con possibili rovesci e temporali distribuiti a macchia di leopardo ( fig 3 precipitazioni cumulate sulle 24 ore -Moloch CNR), ma a tratti anche schiarite più importanti nella parte meridionale e orientale della regione, verso tarda serata probabile attenuazione degli sviluppi convettivi e dei principali fenomeni.
📍Temperature: massime per oggi attorno ai 22-24 gradi, nella parte sud della regione leggero disagio fisiologico da caldo-umido nelle ore centrali ed in presenza di schiarite.
-Zero Termico: attorno ai 2900-3000 metri.
📍Venti: essenzialmente deboli orientali, colpi di vento nei temporali

🔷PREVISIONE PER DOMENICA 26 MAGGIO
Durante la notte e primissimo mattino possibili residui piovaschi locali sui rilievi occidentali della regione( fig 4 precipitazioni cumulate sulle 24 ore -Moloch CNR), poi ampie schiarite e spesso soleggiato specie nelle ore centrali, presenza di nubi alte stratificate ( cirro- cirrostrati) che diventeranno sempre più significative verso sera e a partire dalle zone sud orientali della regione. Dalla notte e per lunedí precipitazioni di tipo stratificato.
📍Temperature: minime attorno ai 15 gradi e verso costa anche 17 gradi. Massime sui 23-24 gradi.
-Zero Termico poco sopra i 3000 metri.
📍Venti: sciroccali in intensificazione dalla sera specie sulla costa e parte meridionale della regione ( fig 5 venti a 925 hPa -Meteonetwork).

⛅ PREVISIONE PER VENERDI 24 E SABATO 25 MAGGIO 2019 ⛅

♦️INSTABILITÁ CRESCENTE DA VENERDÌ A SABATO SPECIE SUI RILIEVI, MA DOMENICA PIÙ SOLE OVUNQUE♦️

🔷OSSERVAZIONI METEO
Giornata odierna spesso soleggiata specie in pianura ( fig 1 Immagine EUMETSAT-Meteociel), non sono mancati locali piovaschi sui rilievi e nel rodigino occidentale anche dell’ attivitá temporalesca durante la prima notte. La temperatura é aumentata fino a valori normali su tutta la regione fino a toccare massime di 25 gradi ( fig. 2 Mappa Isoterme ARPAV)

🔷SITUAZIONE GENERALE
Nell’ambito dell’ondulazione del flusso occidentale siamo influenzati da un blando e temporaneo promontorio che ci interesserá in parte anche domani, mentre una saccatura piú “innocua” dello scorso fine settimana almeno per il Veneto, si estenderá da Algeria fino a Paesi Bassi ( fig 2 Geop. 500 hPa ECMWF) e per sabato si formerá un minimo nei pressi delle Baleari che interesserà maggiormente il centro sud Italia ( fig. 3 Geop. a 500 hPa-ECMWF); da noi si assisterá ad una spiccata instabilitá specie in montagna con miglioramento per la giornata di domenica.

🔹PREVISIONE PER VENERDÍ
Al mattino spesso sereno con qualche passaggio di nubi, nel pomeriggio nuvolositá irregolare con possibili rovesci o brevi temporali a macchia di leopardo specie sui rilievi e pedemontana del settore centro occidentale del Veneto ( fig 4 precipitazioni cumulate 24 ore-Super HD)
📍Temperature: Minime attorno a 14/16 gradi, massime tra 23 e 25 gradi specie nella parte sud della regione.
-Zero termico: in innalzamento fino a 3100 metri
📍Venti: deboli orientali, a tratti moderati sulla costa.

🔹PREVISIONE PER SABATO
Cielo irregolarmente nuvoloso, a tratti rovesci e/o temporali specie sui rilievi e settore occidentale della regione ( fig 5 cumulate 24 ore-Super HD ) dalla serata miglioramento.
📍Temperature minime sui 15/16 gradi massime sui 24/25 gradi.
-Zero Termico: attorno ai 2800 metri.
📍Venti: generalmente deboli moderati orientali, sulla costa sud orientali a tratti intensi.

🔹CENNI PER DOMENICA
Spesso soleggiato specie al mattino, velato nel pomeriggio. Temperature in contenuta diminuzione.
A cura di Paolo Frontero

PREVISIONI PER GIOVEDÌ 23 MAGGIO E TENDENZA PER VENERDÌ 24

RESIDUA VARIABILITÀ E TEMPERATURE IN AUMENTOProsegue la graduale tendenza verso condizioni atmosferiche più stabili sul nostro territorio.La pressione atmosferica segnerà un ulteriore, lieve, incremento ma, soprattutto, la circolazione assumerà un profilo anticiclonico nel corso di GIOVEDÌ (tratteggio in fig. 1).Andiamo per ordine e partiamo da cosa ci attende nelle prossime ore:POMERIGGIO DI MERCOLEDÌ ancora con dei cenni di instabilità a sviluppo prettamente pomeridiano, come già indicato nella previsione emessa ieri sera.Si tratterà di fenomeni non particolarmente diffusi, a carattere di rovescio o temporale, che interesseranno con maggiore probabilità le pianure interne, la fascia pedemontana e i rilievi (fig. 2)Le temperature segneranno comunque un netto aumento in virtù di spazi soleggiati più ampi.GIOVEDÌ come anticipato proseguirà la tendenza a tempo più affidabile con ampi spazi soleggiati ancora alternati a qualche passaggio nuvoloso più compatto soprattutto sui rilievi, nel corso del pomeriggio.Solo localmente possiamo attenderci qualche rovescio o temporale e in genere limitatamente al comparto montano.Più sole in pianura e sulle coste, dove le temperature diurne mostreranno un ulteriore aumento. (fig. 3)TENDENZA PER VENERDÌ:le condizioni atmosferiche risulteranno per lo più invariate sebbene con un lieve calo della pressione e circolazione che tenderà alla neutralità. Ci aspettiamo ancora spazi soleggiati alternati a qualche transito nuvoloso al mattino e qualche disturbo in più tra il pomeriggio e la sera, quando non si escludono rovesci ed occasionali temporali, in particolare sui rilievi e pianure interne.In genere stabile sulla fascia costiera.Temperature sostanzialmente stabili o in lieve ulteriore aumento.Analisi e previsione a cura di Marco Rabito