IL TEMPO DELLA SETTIMANA: NESSUNA NOVITA’, SEMPRE FRESCO E VARIABILE

Continua questo periodo iniziato più di un mese fa, caratterizzato da assenza di figure altopressorie e quindi con tempo fresco/variabile/instabile.
Trattasi di una notevole anomalia, che ha ripercussioni negative sulle attività umane (spese per riscaldamento acceso, difficoltà a svolgere attività all’aperto, problematiche mediche) e soprattutto all’agricoltura (coltivazioni danneggiate o compromesse).
Indicativamente diciamo che alle giornate fresche come molte delle recenti, con massime sui 15-18 gradi, non si alternano serie di giornate soleggiate sui 24-26 gradi come normalmente si dovrebbe vedere in periodi stabili di questo mese.

Naturalmente sono calcoli ipotetici, alla fine il tempo non segue certo le statistiche del passato (medie) ma è risultato delle dinamiche fisiche contingenti, pertanto non ci resta che attendere, per chi ama anche il caldo, la stabilità e l’estate come le altre stagioni, che arrivino temperature più calde e figure stabilizzanti.

Come saranno i prossimi giorni?
sicuramente freschi e variabili, infatti i modelli ci mostrano una serie di gocce fredde che interesseranno l’Italia, una è attualmente in transito sul centro-sud ma causerà per domani ancora un pò di nuvolosità, vento e temperature massime fresche anche da noi, seppur in un contesto di miglioramento.

Un’altra simile seguirà tra mercoledì e giovedì, sempre alimentata da aria fredda da nord. su questa aggiorneremo in seguito riguardo ai dettagli (soprattutto piogge, che ad oggi sembrano poco consistenti per i prossimi 4-5 giorni).

A seguire sembra che la dinamica cambi un pò perchè la successiva goccia è di provenienza atlantica, con aria un pò più mite, e si posizionerebbe tra Francia e Spagna, ma richiamando correnti meridionali potrebbe portare precipitazioni più consistenti.

Riassumendo, di stabilità se ne vede ben poca, ed è difficile anche trovare singoli giorni un pò meno variabili, forse martedì e giovedì potrebbero essere tali, ma l’importante è prendere atto che nell’impostazione generale non ci saranno grossi cambiamenti. Aggiorneremo comunque sul tempo dei singoli giorni.

Nelle tre carte si vede la situazione europea (ECMWF) per domani, giovedì e sabato, con le tre situazioni descritte sopra.
Analisi di Fabio Turetti.

CICLOGENESI E CICLONI EXTRATROPICALI

-parte seconda-
di Puppo Francesco.

Come si può percepire nelle giornate caratterizzate da fenomeni meteorologici dinamici e instabili, la troposfera ed in generale tutta l’atmosfera si presenta come un sistema complesso e dinamico, regolato da continui processi chimico-fisici che, oltre a rendere possibile la vita sulla Terra, concorrono nell’insieme a sviluppare gli eventi atmosferici e a modificarne le condizioni e proprietà, in atto sulla superficie del pianeta.
Una prova evidente di tale dinamicità può essere di certo la ciclogenesi ovvero la formazione dei cicloni, con la loro conseguente evoluzione, che alle nostre latitudini vengono definiti “extratropicali” e che spesso comportano episodi di tempo perturbato nel nostro Paese.
A causa del contrasto energetico che insiste tra le basse e alte latitudini, le celle atmosferiche permettono gli scambi di calore tra le regioni polari ed equatoriali, in modo tale da garantire un equilibrio energetico globale. L’afflusso di aria calda in quota in spostamento verso le latitudini polari determina la formazione di forti correnti in quota, che spirano verso est e vengono definite westerlies. Tali correnti occidentali con direzione lungo i paralleli sono situate proprio sull’interfaccia tra la massa d’aria calda e quella fredda impedendo che ci siano scambi tra esse e provocando un progressivo riscaldamento all’equatore e un raffreddamento ai poli. In questa situazione di equilibrio il contrasto di temperatura (o meglio, il gradiente termico) aumenta, come pure il gradiente barico (ovvero la differenza di pressione). Entrambi i forti gradienti sono capaci di far insorgere venti molto intensi noti come correnti a getto (dall’inglese, jet stream), che scorrono all’interno delle westerlies a 10 km di altezza circa e che possono arrivare a velocità comprese in media tra i 150-250 km/h.
Più i gradienti aumentano, più le westerlies si fanno intense e più facilmente si formano le jet stream, che cominciano ad oscillare lungo i meridiani a causa degli ostacoli orografici o all’alternarsi di superfici oceaniche e continentali, capaci di modificare il gradiente barico. Le oscillazioni generate raggiungono una lunghezza di 3000-4000 km, poichè riescono ad assumere una spiccata sinuosità, e tali onde sono in grado di portare l’aria fredda ad aggirare l’aria calda, costretta a penetrare in quella fredda portando alla formazione di una depressione che tende ad approfondirsi nel tempo. La parte avanzante, in questo caso, di una massa d’aria costituisce un fronte: si avrà quindi un fronte freddo avanzante verso l’aria calda e un fronte caldo, nello stesso movimento di quello freddo. Ma in sostanza, un ciclone in cosa consiste? Il ciclone è una struttura di bassa pressione, ove la pressione atmosferica diminuisce spostandosi dall’esterno verso il suo centro, associata alla formazione di sistemi frontali. I cicloni si estendono dal suolo fino ai limiti della troposfera (circa 10 km) e possono avere una larghezza orizzontale di 1000-3000 km. Hanno un tempo di vita breve, intorno ai 5-7 giorni, in confronto agli anticicloni di blocco che possono durare quasi un mese, in particolari condizioni.
Infine, la zona più “ciclogenetica” viene considerata quella ad est del Nord America dove la corrente oceanica fredda del Labrador incontra la calda corrente del Golfo. E qui entrano in gioco i venti occidentali: spirando verso oriente, spingono i cicloni formati o in formazione verso l’Europa.
Tale descrizione sulla formazione dei vortici depressionari è stata recentemente rivista ed integrata con una teoria più moderna definita baroclina, la quale permette di studiare e analizzare più approfonditamente i fenomeni meteorologici, mantenendo ancora valida la teoria sopra esposta.
In conclusione, lo sviluppo di un ciclone è associato allo sviluppo dei relativi sistemi frontali, fattori determinanti per quello che comunemente viene detto “brutto tempo” ma che, in verità, se compresi rivelano la capacità dell’atmosfera di restituire alla Terra un bilancio energetico il più possibile equilibrato.
PS: si consiglia la lettura dell’articolo sulla circolazione atmosferica generale per una maggiore comprensione della ciclogenesi disponibile sulla pagina Facebook o sul sito di Serenissima Meteo.
SISTEMI FRONTALI CICLONICI NEL PROSSIMO ARTICOLO.
A presto!

🌧️ PREVISIONI PER SABATO 11 E DOMENICA 12 MAGGIO 🌩️

♦️UN NUOVO IMPULSO ARTICO TERRÁ IN SCACCO L’IMMINENTE WEEK-END♦️

Buona serata a tutti gli amici di Serenissima Meteo con questa bella immagine dal rifugio Auronzo che mostra consistenti nubi termoconvettive orografiche.

⛈SITUAZIONE GENERALE⛈
Mentre in Spagna si prevedono per il fine settimana temperature massime tra i 30 e 34 gradi, qui da noi a “soli” 1500 km avremo 15 gradi in meno. Cosa succede? Recenti studi scientifici hanno evidenziato come, a causa del surriscaldamento dell’Artico, le onde di Rossby ( vedi post dell’amico Francesco Pupo) cioé i nastri trasportatori delle perturbazioni, risultano meno dinamici e piú amplificati lungo i meridiani; ciò implica il permanere su una stessa area di periodi prolungati di bel tempo e caldo ( promontori) vedi le numerose ondate di caldo specie estive alternati a meno frequenti periodi freddi e/o piovosi ( saccature). Una congiuntura fredda di questo tipo ha iniziato ad interessarci giá dallo scorso 3 maggio. L’immagine ( fig 2 anomalia termica 850 hPa ECMWF) mostra chiaramente come le diverse aree piú calde e piú fredde (rispetto alla media climatica) si distribuiscono in senso meridiano. Nell’ambito di questo scenario un nuovo apporto freddo influenzerá il week-end associato ad un sistema depressionario che dall’Artico si spingerá fino alla Tunisia ( fig 3 geop. e anomalie a 500 hPa ECMWF). Ciò dará origine, tra sabato notte e domenica mattina ad una ciclogenesi con minimo prossimo al Golfo di Genova ( fig 4 carta sinottica -DWD) e vista la presenza di -25 gradi a circa 5500 m sono da attendersi iniziali temporali localmente intensi.

🔷PREVISIONI PER SABATO
Prima parte della giornata ancora spesso soleggiata con passaggi di nubi più consistenti in montagna, nel corso del pomeriggio-serata peggioramento con nuvolositá irregolare associata a rovesci e fenomeni temporaleschi localmente grandinigeni più importanti sui rilievi e pedemontana ( fig 5 max riflettività radar prevista COSMO-D2); attesi quantitativi cumulati nel 24 ore di circa 25-30 mm. Nevicate inizialmente sui 1800-2000 metri verso notte abbassamento a 1500-1700 metri.
🔹TEMPERATURE
📍minime: dai 12/13 gradi dell’entroterra fino ai 14/15 gradi vicino la costa.
📍massime: tra i 19/20 gradi nella parte centrale della regione fin verso i 22/23 gradi in quella piú meridionale.
ZERO TERMICO: Inizialmente sui 2500-2600 m in discesa nella notte a 2000 metri

🔹VENTI: Orientali dapprima deboli, nel corso della giornata aumento di intensitá e verso notte provenienza da nord est per ingresso della bora associata ad intense raffiche specie sulla costa. Colpi di vento nelle aree temporalesche.

🔷PREVISIONI PER DOMENICA
Da Irregolarmente nuvoloso a coperto con iniziale residua probabilitá di rovesci e/ o temporali, poi precipitazioni di tipo stratiforme ( fig 6 cumulate 24 ore -ECMWF) con qualche intervallo a metá giornata; tra serata e notte attenuazione dei fenomeni ad iniziare da ovest regione. Nevicate attorno ai 1500-1700 m

🔹TEMPERATURE
📍minime: in diminuzione con valori attorno ai 9/11 gradi
📍massime: in diminuzione, valori tra i 14 e 17 gradi
ZERO TERMICO: fino a 1800 metri in lieve aumento dalla sera
🔹VENTI: Ancora nord orientali deboli-moderati sul settore occidentale forti vicino alla costa, attenuazione dalla tarda serata.

A cura di Paolo Frontero.

▶️PREVISIONE PER MERCOLEDI’ 8 E GIOVEDI’ 9 MAGGIO

◾L’Europa centro-occidentale, così come l’area Atlantica continuano a essere interessate dal transito di minimi depressionari intervallati da qualche temporanea pausa di bel tempo.
Tra domani e dopodomani il nostro territorio sarà raggiunto da una nuova perturbazione (immagine satellitare allegata), che nel pomeriggio-sera di mercoledì e la mattinata di giovedì porterà nuove piogge in pianura e nevicate in montagna a quote medio-alte.

Nel dettaglio:
◾Mercoledì: Fin dal primo mattino troveremo della nuvolosità di passaggio a medio-alta quota su tutta la regione, alternata a occasionali timide schiarite ogni tanto.
Nel corso del pomeriggio la probabilità di precipitazioni andrà aumentando a iniziare dai settori occidentali, con piogge sparse e non esclusi locali fenomeni temporaleschi in pianura. Nevicate sui rilievi mediamente oltre i 1600-1800 m.
Tra la tarda serata e la notte è attesa una temporanea pausa dei fenomeni sulla medio-bassa pianura, mentre sulle restanti zone potranno essere ancora presenti delle precipitazioni in genere deboli.
Temperature minime in aumento, comprese tra 7°C e 11°C. Massime generalmente stazionarie, comprese tra 15°C e 19°C.
Ventilazione nord-orientale, prevalentemente di debole intensità sulla pianura interna, fino a moderata sulla fascia costiera. Rotazione dei venti dal pomeriggio fino a divenire sud-orientali.

◾Giovedì: Nuvolosa ancora diffusa e compatta su tutta la regione con nuove precipitazioni in arrivo da ovest durante le prime ore del mattino. Prima parte di giornata quindi caratterizzata da piogge anche diffuse e locali rovesci in pianura, con quota neve intorno ai 1700-1900 m sulle Prealpi e 1500-1700 m sulle Alpi e Dolomiti.
Da metà giornata attenuazione dei fenomeni con schiarite sempre più ampie a partire dalle zone pianeggianti occidentali, mentre sui rilievi e zone di pianura limitrofa potrà essere ancora possibile qualche residuo piovasco o acquazzone.
Temperature in generale aumento, con minime comprese tra 10°C e 13°C e massime tra 18°C e 21°C
Ventilazione debole-moderata sud-orientale, in particolare sulla fascia costiera. Dal pomeriggio venti in attenuazione.

Immagine satellitare, fonte Eumetsat
Mappa GFS per domani
Webcam da Arabba ❄

Bollettino previsionale a cura di Matteo Moro.

IL TEMPO DELLA SETTIMANA: RITORNO ALLA NORMALITA’

La primavera generalmente ha due volti: uno stabile e caldo, dal punto di vista configurativo dominato da alta pressione soprattutto alle quote medie atmosferiche (500 hpa), e uno più fresco, variabile e a tratti instabile, dominato da correnti e ondulazioni di provenienza atlantica o artica, e pressione più bassa.

Nel mese di marzo abbiamo visto il primo volto, mentre nel mese di aprile e inizio maggio (e probabilmente fino quasi e metà mese) si è verificato il secondo, con anche due episodi molto freddi per il periodo.
Quello di oggi possiamo definirlo estremo, con tempi di ritorno pluridecennali (dalle due carte allegate riferite alla prossima notte si vedono valori sia termici a 850 hpa che geopotenziali tipicamente invernali).

Cosa succederà ora?
piano piano si tornerà su valori termici adeguati al periodo (circa +10 di minima e +20 di massima per la prima decade di maggio), ma ancora una vera fase stabile della durata di più di 2-3 giorni non si intravede nei modelli matematici, neanche guardando a lunga distanza (7-8 giorni).

Le giornate di domani, martedì e prima parte di mercoledì saranno stabili e perlopiù soleggiate, con temperature in graduale aumento, rimanendo comunque sotto i valori medi del periodo. Attenzione domattina a possibili danni da freddo alle colture, dove il cielo fosse sereno e senza vento.

Da mercoledì pomeriggio-sera e per la giornata di giovedì transiterà un nuova perturbazione, stavolta portata da correnti occidentali, non fredde come quelle attuali, e quindi con quota neve alta.

A seguire una nuova fase più stabile, ma su questo aggiorneremo in seguito vista la notevole distanza temporale.
Per il prossimo weekend non si può ad oggi dire nulla, se non che difficilmente avremo una fase calda con il cosiddetto “anticipo d’estate”, per il quale bisogna aspettare ancora.
Analisi di Fabio Turetti.