🌤PREVISIONI A MEDIA SCADENZA E CENNI A LUNGA☀️

♦️PAUSA ANTICICLONICA, TEMPERATURE IN RAPIDA ASCESA CON MASSIME FINO A 28-30 GRADI PER DOMENICA E LUNEDÍ, MA POI….

🔷SITUAZIONE GENERALE
L’intensa fase perturbata, con estremi pluviometrici ben dettagliati dai colleghi, vede la sua ragione nell’azione di un vortice depressionario (fig.1 analisi ore 12 del geopotenziale di 500 hPa); esso si sposterá verso sud-est favorendo un generale miglioramento grazie ad una espansione anticiclonica strutturata sia in quota che al suolo ( fig.2 campo di pressione al suolo EPS ECMWF); da martedí, tuttavia, entreremo sotto l’influenza di una nuova saccatura atlantica che sará tutta da seguire e valutare.

🔹PREVISIONI PER GIOVEDÍ 30 E VENERDÍ 31 MAGGIO
Per giovedí residui annuvolamenti mattutini specie nell’est, poi tempo sempre più soleggiato; in montagna nubi a sviluppo diurno ove non si esclude qualche piovasco e nella parte più orientale possibile ancora qualche breve rovescio o temporale isolato. Per venerdí tempo ancora più stabile con cielo perlopiù sereno tranne qualche nube alta stratificata e di tipo orografico nel pomeriggio.
📍Temperature: per giovedí e venerdí minime attorno ai 10/13 gradi, massime in aumento dai 20/22 gradi di giovedí fino a 22/24 gradi di venerdí.
📍Zero Termico: in costante aumento fino a 2700 metri per giovedí e 3200 metri per venerdí
📍Venti: deboli meridionali per giovedí, occidentali per venerdì, occasionali rinforzi sulla costa.

🔹PREVISIONI PER SABATO 1 GIUGNO E DOMENICA 2 GIUGNO
Sulle zone pianeggianti prevalenza di tempo soleggiato, sui rilievi annuvolamenti pomeridiani-serali con possibili rovesci.

📍Temperature: minime sui 15/17 gradi per domenica, fino a 17/18 di lunedí, massime in ulteriore aumento e per sabato sui 25/27 gradi, domenica 27/29 gradi non escludendo qualche picco di 30 gradi ( temperature 2 m-ECMWF)
📍Zero Termico: in aumento e per sabato attorno ai 3300 metri, domenica innalzamento fino a 3700 metri.
📍Venti deboli a carattere di brezza.

❇️CAMPI MEDI PREVISTI DA LUNEDÍ 3 GIUGNO A SABATO 8 GIUGNO
Il promontorio si ritira parzialmente verso est favorendo l‘avvicinamento di una saccatura atlantica che apporterá una certa instabilitá specie nella prima parte del periodo di validitá ( fig 4 geopotenziale medio a 500 hPa-EPS ECMWF), temperature in media o leggermente sopra.

A cura di Paolo Frontero.

🔴 PREVISIONE PROSSIME ORE 🌩 E MERCOLEDI’ 29 MAGGIO 🌧

Una saccatura ciclonica con minimo sul mare di Norvegia si protrae sull’Europa Occidentale, la cui estremità andrà a raggiunge l’arco Alpino occidentale della nostra penisola.
Successivamente nella notte è prevista la formazione di un nuovo minimo depressionario sul golfo Ligure, in traslazione verso il centro Italia nella mattinata di domani.
Tutto ciò favorirà un aumento dell’instabilità anche sulla nostra regione, con la formazione di rovesci e temporali a macchia di leopardo alternati a schiarite e momenti soleggiati.
🚩 In serata è atteso il transito di fenomeni più organizzati capaci localmente di apportare importanti accumuli pluviometrici in poco tempo e possibili grandinate, in genere di piccola taglia.

◾Nella giornata di domani troveremo ancora instabilità diffusa su tutto il territorio, con nuvolosità estesa e compatta per buona parte del periodo associata a piogge e rovesci sparsi, localmente anche a carattere temporalesco. Saranno comunque presenti delle pause asciutte.
Nel corso del tardo pomeriggio sera questi fenomeni tenderanno ad abbandonare la regione, con schiarite dalla notte.
◾Da giovedì tempo più stabile, con il ritorno del sole. Ne parleremo meglio più avanti…

Radar protezione civile, Temp. e GPT a 500 hpa (fonte MeteoNetWork), fenomeni previsti in serata secondo il modello AROME.

Analisi e previsione a cura di Matteo Moro.

🌧️ PREVISIONI PER LUNEDÍ 27 E MARTEDÌ 28 MAGGIO ☁️

PREVISIONE PER DOMANI E INIZIO SETTIMANA: ANCORA INSTABILE

Continua questa lunga fase caratterizzata da sostanziale assenza di stabilità, fase che dura ormai da più di un mese e mezzo.
Potremmo però essere agli sgoccioli (è proprio l’espressione adatta), perchè i prossimi giorni potrebbero essere gli ultimi di questa lunga fase, e tra 3-4 giorni sembra affacciarsi un periodo con aumento della pressione e tempo più soleggiato, ma parleremo di questo argomento in un prossimo articolo.

Per domani il tempo sarà instabile, con cielo nuvoloso e piogge intermittenti ma generalmente non di forte intensità, tranne nel caso di rovesci o temporali molto localizzati.
Le temperature notturne saranno simili alle attuali, sui 14-16 gradi in pianura, vicine alle medie del periodo, mentre di giorno sarà fresco vista la copertura del cielo, probabilmente sotto i 20 gradi.

Anche per martedì la situazione non dovrebbe cambiare molto, se non per un lieve aumento delle temperature massime.

Nella prima carta l’accumulo totale di pioggia di lunedì + martedì per il modello Arpege, siamo tra 20 e 50 mm sulle pianure. Nella seconda carta la situazione europea (mod. ECMWF) per lunedì alle 24, evidente la saccatura che coinvolge anche l’Italia.
Analisi di Fabio Turetti.

SISTEMI FRONTALI: parte terza.

di Puppo Francesco

L’atmosfera terrestre si manifesta come un involucro gassoso estremamente dinamico e capace di instaurare dei flussi atmosferici a scala globale talmente intensi e talvolta instabili da portare alla formazione dei cicloni extratropicali. Quest’ultimi sono strutture di bassa pressione caratterizzate da una notevole estensione orizzontale, e con scala diversa anche verticale, che si generano nelle ondulazioni del fronte polare e delle onde di Rossby in generale. Alle nostre latitudini essi si originano preferibilmente sull’Atlantico centro-settentrionale e poichè la circolazione avviene mediamente da ovest verso est, il loro movimento presenta una direttrice ovest-est; ciò indirizza verso le regioni europee i sistemi frontali associati ai loro cicloni determinando periodi anche prolungati di tempo perturbato. Analizziamo meglio: in sostanza i fronti cosa sono?
In generale, con il termine fronte si intende la superficie o zona di transizione tra due masse d’aria che possiedono caratteristiche termodinamiche ed ottiche diverse quali temperatura, umidità, densità, visibilità (Fig. 1.1)
Il fronte, inoltre, è anche sede di differenze di intensità e direzione del vento sia in orizzontale che lungo la verticale nonché di altri processi termodinamici che nell’insieme svolgono il ruolo di abbassare e smorzare il contrasto termico esistente tra i due volumi d’aria; una delle principali conseguenze di tutto ciò è la formazione di nuvolosità e precipitazioni lungo la zona frontale. Per quanto riguarda lo spostamento a grande scala, i sistemi frontali si muovono insieme al ciclone al quale sono associati e nel contempo ruotano attorno al suo centro in senso antiorario, con velocità di circa 40km/h, con picchi di 60-70km/h. La velocità infatti dipende dall’intensità dei venti perpendicolari al fronte. (Fig. 1.2-3-4)
Se la massa d’aria fredda (polare) si muove verso quella di aria calda (equatoriale) siamo in presenza di un fronte freddo: esso consiste quindi in un’irruzione di aria fredda che si estende dal suolo (ove viene evidenziato dalle omonime carte meteorologiche) fino agli strati medio-alti e che viaggia verso zone e volumi d’aria prima occupati da aria più calda.
Ma quali sono i segnali che ci avvertono dell’arrivo di un fronte freddo? Andiamo con ordine: prima dell’arrivo del fronte la pressione cala, i venti spirano dai quadranti meridionali e in cielo può presentarsi nuvolosità di tipo altostratificata. In prossimità del fronte invece, essendo l’aria fredda in arrivo più densa di quella presente, essa penetra scalzando l’aria più calda la quale, sollevata prepotentemente, porta alla formazione di nuvolosità. Infatti a causa del rapido moto ascensionale l’aria calda è soggetta ad un raffreddamento dovuto al sollevamento detto adiabatico che porta alla condensazione del vapore acqueo in microscopiche goccioline di acqua (passaggio di stato da gassoso a liquido); che alla fine costituiscono la massa della nube; ebbene nel fronte freddo si osserva uno spiccato e massiccio sviluppo verticale che porta alla formazione di nubi cumuliformi responsabili di temporali, rovesci o piogge convettive relativamente durature.
Cosa accade invece dopo il passaggio del fronte freddo? La pressione atmosferica inizia a salire, il vento subisce un cambiamento sia in direzione che in intensità mentre, gradualmente, la nuvolosità tende a diminuire ed il cielo si apre sempre di più; tuttavia le schiarite producono un maggior irraggiamento solare che favorisce il riscaldamento degli strati d’aria più vicini al suolo, mentre nel contempo permane aria più fredda in quelli superiori. Questa è una situazione termodinamicamente instabile (freddo su caldo) che favorisce lo sviluppo di temporali termoconvettivi postfrontali (Fig. 2.1)
E il fronte caldo?
Il fronte caldo, che in un sistema frontale precede il fronte freddo, è invece una zona di transizione che separa aria calda in arrivo da quella fredda preesistente. Come ben sappiamo, l’aria calda è meno densa di quella fredda e tenderà quindi a scivolare e sollevarsi sopra quest’ultima in maniera meno irruenta di quanto faceva l’aria nel fronte freddo. Come già spiegato, il sollevamento verticale di un volume d’aria porta alla saturazione e, se il moto continua, ad una successiva condensazione con conseguente formazione di nubi. Poichè lo scivolamento dell’aria calda avviene lungo un ideale piano meno inclinato rispetto a quello del fronte freddo ecco che si generano nubi di tipo stratiforme proprio per la maggior componente orizzontale. Per questo motivo il fronte caldo è caratterizzato da precipitazioni diffuse e persistenti, di intensità variabile in quanto dipendenti dall’acqua precipitabile presente nelle nuvole, inconseguenze particolare le nubi maggiormente presenti nel fronte caldo sono i nembostrati. I principali parametri che subiscono modifiche al transito del fronte sono: la pressione atmosferica che diminuisce gradualmente prima dell’arrivo del fronte per poi aumentare al passaggio dello stesso; la temperatura che davanti al fronte risulta più bassa sia per la matrice fredda dell’aria e sia per il raffreddamento connesso alle precipitazioni, essa al transito del fronte è destinata pertanto ad aumentare (Fig. 2.2)
Infine un sistema frontale completo annovera anche il fronte occluso e ciò si realizza quando il fronte freddo, più veloce di quello caldo, raggiunge quest’ultimo, il risultato è una fenomenologia che fa un mix delle caratteristiche sia del fronte freddo che di caldo. Infine il fronte occluso segna l’avvio della fase finale o maturità del ciclone e ciò avviene quando raggiunge al suo interno il valore più basso di pressione atmosferica; da questo momento, esauriti i contrasti termodinamici, il ciclone tenderà gradualmente a dissolversi entro qualche giorno; tuttavia nella fase iniziale di questo lasso di tempo perdurano comunque precipitazioni abbondanti e bassi valori della temperatura, oltre alla possibilità di significativa ventilazione. (Fig. 1.5)
In conclusione, la prossima volta che il nostro territorio sarà interessato da precipitazioni o da fenomeni di origine frontale, saremo più consapevoli delle dinamiche che l’atmosfera mette in atto per ottenere quell’equilibrio termico terrestre tanto a noi difficilmente comprensibile quanto in verità necessario per la nostra stessa vita, e quella delle altre creature che popolano la Terra.

🌦️PREVISIONE PER SABATO 25 E DOMENICA 26 MAGGIO⛅

♦️OGGI ANCORA INSTABILE, DOMENICA A TRATTI SOLE, MA CON NUBI ALTE IN AUMENTO, LUNEDÌ NUOVE PIOGGE♦️

🔷OSSERVAZIONI METEO
Fin da questa mattina attivitá di rovesci e temporali sul nostro territorio prealpino specie sul veronese, vicentino e bellunese ( fig. 1 mappa isoiete-Meteotriveneto )

🔷SITUAZIONE GENERALE
La saccatura segnalata ieri, fin dal mattino ha iniziato a determinare sulla nostra regione una spiccata instabilitá con rovesci e temporali essenzialmente su rilievi e pedemontana. Essa successivamente sará più attiva al centro-sud isolando un minimo tra Sardegna e Tunisia (fig 2 Geop. 500 hPa BOLAM-CNR) e liberando per domenica temporaneamente il nordest da fenomeni grazie ad una avvezione stabilizzante in quota di aria calda (fig 3 Geop 500 hPa BOLAM-CNR). Tuttavia un nuovo peggioramento é da attendersi giá per lunedí.

🔷PREVISIONE PER SABATO POMERIGGIO-SERA
Ancora instabilitá discontinua specie sui rilievi e pedemontana occidentale con possibili rovesci e temporali distribuiti a macchia di leopardo ( fig 3 precipitazioni cumulate sulle 24 ore -Moloch CNR), ma a tratti anche schiarite più importanti nella parte meridionale e orientale della regione, verso tarda serata probabile attenuazione degli sviluppi convettivi e dei principali fenomeni.
📍Temperature: massime per oggi attorno ai 22-24 gradi, nella parte sud della regione leggero disagio fisiologico da caldo-umido nelle ore centrali ed in presenza di schiarite.
-Zero Termico: attorno ai 2900-3000 metri.
📍Venti: essenzialmente deboli orientali, colpi di vento nei temporali

🔷PREVISIONE PER DOMENICA 26 MAGGIO
Durante la notte e primissimo mattino possibili residui piovaschi locali sui rilievi occidentali della regione( fig 4 precipitazioni cumulate sulle 24 ore -Moloch CNR), poi ampie schiarite e spesso soleggiato specie nelle ore centrali, presenza di nubi alte stratificate ( cirro- cirrostrati) che diventeranno sempre più significative verso sera e a partire dalle zone sud orientali della regione. Dalla notte e per lunedí precipitazioni di tipo stratificato.
📍Temperature: minime attorno ai 15 gradi e verso costa anche 17 gradi. Massime sui 23-24 gradi.
-Zero Termico poco sopra i 3000 metri.
📍Venti: sciroccali in intensificazione dalla sera specie sulla costa e parte meridionale della regione ( fig 5 venti a 925 hPa -Meteonetwork).