☀️PREVISIONI PER MERCOLEDÍ PRIMO MAGGIO E GIOVEDÍ 2 MAGGIO🌤

❗️Un saluto a tutti voi amici di Serenissima Meteo con questa foto da MALCESINE (VR) che mostra il pomeriggio di questa giornata trascorsa spesso soleggiata, ma con le tipiche nubi orografiche che sovrastano le cime attorno al Lago di Garda

🔷SITUAZIONE GENERALE
Il minimo depressionario in quota si é trasferito come previsto verso sud-est determinando per le prossime 48 ore un respiro anticiclonico per l’instaurarsi di un temporaneo promontorio (fig 2 Geopot. a 500 hPa e temp 850 hPa per le 00 del 2 maggio-ECMWF). Oggi grazie al soleggiamento vi é stata una netta ripresa delle temperature con massime fino a 21 gradi ( fig 3 mappa isoterme ARPAV). Confermato tuttavia il peggioramento per il fine settimana dovuto alla discesa di aria artica il cui primo fronte sull’Europa Centrale é visibile nella mappa sinottica prevista per il giorno 3 maggio ore 00 dal DWD ( fig 4)

🔹PREVISIONI
In prevalenza soleggiato con qualche annuvolamento pomeridiano piú consistente sui rilievi. Nel corso del pomeriggio-sera di giovedí aumento della nuvolositá alta, poi possibilitá verso tarda serata di qualche rovescio piú probabile sui rilievi.

📍TEMPERATURA
In generale aumento; altezza dello zero termico attorno ai 2500 metri.
-minime tra i 7 ed i 10 gradi nell’entroterra, fino a 13 gradi in prossimitá della costa.
-massime tra i 21/22 gradi per il primo maggio, fin verso i 23 gradi per giovedí, non escludendo locali punte di 24 gradi.

📍VENTI
In prevalenza deboli a tratti moderati occidentali, da giovedí sera rotazione con provenienza da est.

A cura di Paolo Frontero.

❗️PREVISIONI A MEDIA SCADENZA E CENNI A LUNGA❗️

♦️LA QUIETE DOPO LA TEMPESTA…DA DOMANI NETTO MIGLIORAMENTO; PIÚ SOLEGGIATO E TEMPERATURE IN RIPRESA FINO AL 2 MAGGIO, POI UN WEEK-END CON NUOVI TEMPORALI E FREDDO PER LA STAGIONE

🔷SITUAZIONE GENERALE
Il minimo freddo di -30 gradi a 5000 metri associato al cut-off responsabile del maltempo con freddo delle ultime ore ( fig 1 analisi geop. e temperatura a 500 hPa) tende a spostarsi verso sud-est. In seguito un temporaneo promontorio con asse meridiano da Tunisia a Norvegia favorirá per breve tempo correnti più secche e stabili ( fig 2 geop. 500 hPa e T 850hPa 1´maggio ore 00 -ECMWF). Un nuovo peggioramento di stampo dapprima temporalesco è da attendersi giá da venerdí 3 maggio per avvezione di vorticitá positiva ( fig 3 mappa vorticitá 500 hPa WRF-ARW) causata dall‘arrivo di aria artica a basse latitudini ( fig 4 Anomalie termiche 850 hPa-ECMWF). Sará da valutare attentamente quanto e come la nostra regione si troverá esposta a tale flusso.

🔹DA MARTEDÍ 30 APRILE A MERCOLEDÍ 1 MAGGIO
Per martedí alternanza di nubi e sole, non escludendo specie sulle aree montane qualche piovasco pomeridiano; per il primo maggio decisamente più sole tranne qualche nube termoconvettiva pomeridiana in montagna.
Temperature in lieve aumento: minime tra +6 e +8 gradi, massime in aumento dai 20 gradi di domani ai 22/23 gradi per il primo maggio. Zero termico dagli attuali 1400 metri ai 2400 m di mercoledí. Venti tra deboli e moderati occidentali

🔹DA GIOVEDÍ 2 MAGGIO A VENERDÍ 3 MAGGIO
Giovedí in prevalenza soleggiato dal pomeriggio-sera annuvolamenti cumuliformi specie in montagna non escludendo isolati rovesci. Nel corso di venerdí il transito di un fronte freddo ( fig 5 mappa al suolo con fronti -DWD) determinerá un incremento dell‘instabilitá specie al pomeriggio con occasione di rovesci ed attivitá temporalesca da dettagliarsi meglio nei prossimi bollettini. Abbassamento dello zero termico per venerdì fin verso i 1500 metri
Temperature in diminuzione da venerdí, venti nord orientali in intensificazione.

❇️CAMPI MEDI PREVISTI DA SABATO 4 MAGGIO A GIOVEDÍ 9 MAGGIO
La nostra regione si trova ancora interessata da correnti più fredde ( fig 6 anomalie 500 hPa -ECMWF) che nella prima parte del periodo producono instabilitá pomeridiana associata a rovesci o fenomeni temporaleschi, tuttavia la tendenza è a graduale stabilizzazione verso fine validitá, temperature inizialmente sotto media con graduale ripresa a fine periodo.

A cura di Paolo Frontero

TEMPO DISCRETO SABATO, PIÙ FREDDO E INSTABILE DOMENICA

Un fine settimana a due facce quello che si apprestiamo a vivere dal punto di vista meteorologico: spiragli di sole e temperature gradevoli SABATO, mentre molte nubi e ancora instabilità DOMENICA.

Ma vediamo con ordine:

La giornata di SABATO vedrà infatti il nostro territorio interessato da correnti in quota mediamente nord occidentali (figura 1), meno capaci quindi di produrre nubi e precipitazioni, tuttavia non si può escludere del tutto qualche rovescio o locale temporale, in particolare sui rilievi e zone interne della pianura per termoconvezione diurna (figura 2).
Ci attendiamo una giornata con ampi spazi soleggiati alternati ad annuvolamenti a tratti compatti (specie sui settori montani) segnatamente nel corso delle ore più calde.

Le temperature massime saranno ancora gradevoli e su valori attorno alle medie del periodo (tra i 20 e i 24 gradi in pianura).

La giornata di DOMENICA vedrà il nostro territorio interessato da flussi in quota che torneranno a disporsi da ovest-sudovest, più capaci quindi di produrre instabilità, supportati anche dall’ingresso di una massa d’aria nettamente più fredda che favorirà un netto calo termico, soprattutto sui settori centro orientali e sui rilievi (figura 3).
Si tratterà di una giornata con cielo nuvoloso o coperto fin dal mattino con fenomeni in genere di modesta entità sui settori pianeggianti occidentali e via via più consistenti verso est e sui rilievi.
Nel corso del pomeriggio, a partire da ovest, saranno possibili delle schiarite, alternate a nuovi addensamenti, anche di tipo cumuliforme, eventualmente associati a temporali (figura 4).

Le temperature si manterranno piuttosto basse per il periodo anche se nettamente disomogenee (il veronese potrebbe raggiungere i 17/19 gradi, il trevigiano potrebbe non superare i 15 nelle massime diurne.
Più freddo anche in montagna ove la neve potrebbe nuovamente scendere fino ai 1000/1200 metri sulle Dolomiti e sui 1500 metri sulle prealpi.

Analisi e previsione di Marco Rabito.

CIRCOLAZIONE ATMOSFERICA GENERALE

🔹Buongiorno amici di Serenissima Meteo 🔹

Questa mattina vi proponiamo un’interessante articolo di didattica meteo:

CIRCOLAZIONE ATMOSFERICA GENERALE: parte prima.
di Puppo Francesco

Da prolungati periodi di tempo soleggiato e temperature primaverili, ad improvvise interruzioni di eventi meteo perturbati, calo delle temperature e della pressione che nell’insieme vanno a definire quello che la collettivamente viene chiamato “brutto tempo”. La meteorologia che caratterizza un determinato luogo geografico è infatti diretta conseguenza ed effetto dell’estrema dinamicità della nostra atmosfera, dei suoi meccanismi e principi, ma soprattutto delle sue proprietà fisiche, oltre che chimiche che contribuiscono a renderla un sistema complesso, ma affascinante al tempo stesso.
La circolazione atmosferica generale viene considerata in meteorologia come l’insieme di quei meccanismi fisici che l’involucro gassoso attorno la Terra attiva per equilibrare le differenze bariche (cioè riguardanti la pressione atmosferica) e termiche, instaurate e situate su regioni della superficie terrestre. Ecco che il principale strato atmosferico coinvolto in tale processo risulta essere proprio la troposfera, cioè la parte di atmosfera con un’altezza dal suolo di circa 8-15 km dove si concentrano intensi fenomeni di circolazione aerea quali correnti e venti con la funzione di apportare una completa uniformità pressoria e di temperatura sulla superficie del pianeta.
Analizziamo ora più nel dettaglio cosa provoca tali differenze termico-bariche e cosa regola quindi i citati meccanismi di circolazione.
Il motore fondamentale della circolazione a scala globale è il Sole, o meglio, la sua radiazione elettromagnetica che raggiunge la Terra; infatti i raggi solari impattando sulla Terra, da ritenersi quasi di forma sferica, vengono assorbiti con diversa inclinazione, e ciò determina una distribuzione energetica in funzione della latitudine; cioè una stessa quantità di radiazione, viene distribuita su una superficie sempre più estesa man mano che ci si sposta ad elevate latitudine. Questo permette un maggior riscaldamento nella fascia equatoriale rispetto a quella polare. Infatti l’inclinazione della Terra di 23° rispetto alla perpendicolare del piano dell’eclittica (cioè il piano ideale su cui poggia il Sistema Solare) fa in modo che nella zona fra i due tropici i raggi incidano quasi perpendicolarmente sulla superficie; al contrario, alle alte latitudini l’angolazione diviene sempre più marcata, quindi la quantitá di radiazione ricevuta su metro quadro dal terreno detto anche flusso radiante, risulta inferiore rispetto alla fascia equatoriale; sempre per tale motivo tra il circolo polare artico e il polo nord, e analogamente 6 mesi dopo nel polo sud, si realizza il periodo semestrale di buio durante nel quale vi è la totale assenza di radiazione. Questi fattori concorrono a formare il bilancio radiativo globale, che si è osservato essere nettamente positivo alle basse latitudini, mentre risulta negativo verso la fascia polare. Ora è logico pensare che l’aria all’equatore aumenti costantemente il surplus energetico mentre ai poli, per gli stessi motivi, aumenti quello negativo; nella realtá non è così: l’atmosfera infatti interviene proprio per “livellare” questa disomogenea distribuzione termica , rimuovendo il surplus di calore dalla fascia equatoriale per compensare il deficit energetico delle zone polari.Come si realizza tutto ciò?
Questo livellamento trova il suo motore in primis dai fenomeni di convezione molto attivi alle latitudini equatoriali a causa del forte irraggiamento; ciò porta all’ascesa e raffreddamento adiabatico delle masse d’aria, e quindi alla loro successiva condensazione; in questa fase viene però liberato il calore latente di evaporazione che rallenta il raffreddamento verticale. Ipotizzando che la Terra non si muovesse, ci sarebbe una unica grande e semplice circolazione di aria per cui le masse d’aria presenti nei bassi strati all’ equatore si porterebbero in quota perchè più leggere per poi essere trasportate verso i poli raffreddandosi durante il percorso; qui discenderebbero verso la superficie perchè più dense; si rimpiazzerebbe così l’aria fredda in uscita che nel frattempo si era mossa verso l’equatore chiudendo in tal modo questo elementare circuito termico.
Tuttavia come è noto, la Terra compie un moto di rotazione attorno il proprio asse e per tale motivo i flussi atmosferici sono soggetti alla forza apparente di Coriolis che fa parte della complessa equazione di conservazione della quantità di moto. Il fisico francese Gustave de Coriolis, da cui questa forza trae il nome, per primo descrisse la forza apparente che consiste, per il nostro emisfero e per un osservatore posto sulla Terra, in una deviazione verso destra di un oggetto in movimento con direzione equatore-polo, mentre la deviazione avviene a sinistra nell’emisfero australe. La fisica ci insegna che tale deviazione si osserva solo sulla Terra e non dallo spazio (da qui l’aggettivo forza apparente). Riassumendo, per la forza di Coriolis e per gli altri termini dell’equazione di conservazione della quantità di moto come la forza di gradiente, si generano dei venti detti geostrofici che alle latitudini attorno ai 30 gradi risultano molto intensi ed orientati da ovest verso est; tali flussi di intensità crescente con la quota, sono chiamati westerlies (dall’inglese, “venti occidentali”), presenti quindi in ambedue gli emisferi. I venti occidentali più importanti, sono quelli inseriti tra due celle principali della circolazione atmosferica planetaria quella di Hadley e la cella di Ferrel, a cui si aggiunge più a nord di latitudine la cella polare; altri venti più deboli, ma nord orientali chiamati Alisei appartengono invece solo alla cella di Hadely. Quindi, con una visione più aderente alla realtà vediamo che si formano celle più complesse di quella semplice esaminata in precedenza. Le prime due celle sovrintendono al tipo di circolazione atmosferica che troviamo alle medie latitudini, ove le westerlies, come detto, occupano un ruolo determinante: infatti spirando da ovest verso est, a causa dell’interazione con l’orografia che trovano nel loro percorso, generano delle ondulazioni con ampiezze lungo i meridiani chiamate onde di Rossby. Tali ondulazioni favoriscono i trasferimenti di aria fredda polare da nord verso sud e altrettante risalite da sud verso nord di aria calda subtropicale o equatoriale. Infine oltre il trasferimento meridiano delle masse d’aria, le onde di Rossby fungono da nastro trasportatore; infatti ruotando continuamente, come un serpentone attorno alla Terra, trasportano i principali sistemi frontali che in gran parte costituiscono il tempo meteorologico che noi tutti conosciamo.
PS: per una maggiore comprensione dei parametri meteo fare riferimento agli articoli sulla Radiazione Solare e la Temperatura, presenti nel sito e nella pagina Facebook di Serenissima Meteo.

CICLOGENESI E CICLONI EXTRATROPICALI nel prossimo articolo. A presto!

PREVISIONE PER GIOVEDI’ 25 APRILE 🌦️🇮🇹

Il nord Italia continua a trovarsi ai margini di una circolazione depressionaria con minimo tra Irlanda e Regno Unito, che influenza il tempo anche sulla nostra regione.
Anche la giornata di domani quindi, seppur in maniera meno incisiva rispetto ai giorni scorsi, sarà caratterizzata da variabilità atmosferica, che tra il pomeriggio e la serata potrà favorire lo sviluppo di qualche isolato rovescio o temporale.

◾Nel dettaglio:
Al mattino il cielo si presenterà sereno o poco nuvoloso su tutta la regione, causa il passaggio di innocua nuvolosità in quota.
Nel corso del pomeriggio assisteremo a un aumento della nuvolosità di tipo cumuliforme, che localmente potrà dar luogo a dei rovesci o temporali a carattere sparso, in particolare sui rilievi e settori centro-occidentali del territorio. Sulle zone costiere e di pianura limitrofa invece la probabilità di precipitazioni sarà bassa o nulla.
In serata i fenomeni tenderanno a esaurirsi, ma sarà ancora presente della residua nuvolosità di passaggio a medio-alta quota.
Le temperature non subiranno sostanziali variazioni, con minime comprese tra 12°C e 15°C e massime tra 19°C e 23°C.
La ventilazione sarà nord-orientale di debole a tratti moderata intensità.

Mappa GFS per domani.
Bollettino previsionale a cura di Matteo Moro.