CICLOGENESI E CICLONI EXTRATROPICALI

-parte seconda-
di Puppo Francesco.

Come si può percepire nelle giornate caratterizzate da fenomeni meteorologici dinamici e instabili, la troposfera ed in generale tutta l’atmosfera si presenta come un sistema complesso e dinamico, regolato da continui processi chimico-fisici che, oltre a rendere possibile la vita sulla Terra, concorrono nell’insieme a sviluppare gli eventi atmosferici e a modificarne le condizioni e proprietà, in atto sulla superficie del pianeta.
Una prova evidente di tale dinamicità può essere di certo la ciclogenesi ovvero la formazione dei cicloni, con la loro conseguente evoluzione, che alle nostre latitudini vengono definiti “extratropicali” e che spesso comportano episodi di tempo perturbato nel nostro Paese.
A causa del contrasto energetico che insiste tra le basse e alte latitudini, le celle atmosferiche permettono gli scambi di calore tra le regioni polari ed equatoriali, in modo tale da garantire un equilibrio energetico globale. L’afflusso di aria calda in quota in spostamento verso le latitudini polari determina la formazione di forti correnti in quota, che spirano verso est e vengono definite westerlies. Tali correnti occidentali con direzione lungo i paralleli sono situate proprio sull’interfaccia tra la massa d’aria calda e quella fredda impedendo che ci siano scambi tra esse e provocando un progressivo riscaldamento all’equatore e un raffreddamento ai poli. In questa situazione di equilibrio il contrasto di temperatura (o meglio, il gradiente termico) aumenta, come pure il gradiente barico (ovvero la differenza di pressione). Entrambi i forti gradienti sono capaci di far insorgere venti molto intensi noti come correnti a getto (dall’inglese, jet stream), che scorrono all’interno delle westerlies a 10 km di altezza circa e che possono arrivare a velocità comprese in media tra i 150-250 km/h.
Più i gradienti aumentano, più le westerlies si fanno intense e più facilmente si formano le jet stream, che cominciano ad oscillare lungo i meridiani a causa degli ostacoli orografici o all’alternarsi di superfici oceaniche e continentali, capaci di modificare il gradiente barico. Le oscillazioni generate raggiungono una lunghezza di 3000-4000 km, poichè riescono ad assumere una spiccata sinuosità, e tali onde sono in grado di portare l’aria fredda ad aggirare l’aria calda, costretta a penetrare in quella fredda portando alla formazione di una depressione che tende ad approfondirsi nel tempo. La parte avanzante, in questo caso, di una massa d’aria costituisce un fronte: si avrà quindi un fronte freddo avanzante verso l’aria calda e un fronte caldo, nello stesso movimento di quello freddo. Ma in sostanza, un ciclone in cosa consiste? Il ciclone è una struttura di bassa pressione, ove la pressione atmosferica diminuisce spostandosi dall’esterno verso il suo centro, associata alla formazione di sistemi frontali. I cicloni si estendono dal suolo fino ai limiti della troposfera (circa 10 km) e possono avere una larghezza orizzontale di 1000-3000 km. Hanno un tempo di vita breve, intorno ai 5-7 giorni, in confronto agli anticicloni di blocco che possono durare quasi un mese, in particolari condizioni.
Infine, la zona più “ciclogenetica” viene considerata quella ad est del Nord America dove la corrente oceanica fredda del Labrador incontra la calda corrente del Golfo. E qui entrano in gioco i venti occidentali: spirando verso oriente, spingono i cicloni formati o in formazione verso l’Europa.
Tale descrizione sulla formazione dei vortici depressionari è stata recentemente rivista ed integrata con una teoria più moderna definita baroclina, la quale permette di studiare e analizzare più approfonditamente i fenomeni meteorologici, mantenendo ancora valida la teoria sopra esposta.
In conclusione, lo sviluppo di un ciclone è associato allo sviluppo dei relativi sistemi frontali, fattori determinanti per quello che comunemente viene detto “brutto tempo” ma che, in verità, se compresi rivelano la capacità dell’atmosfera di restituire alla Terra un bilancio energetico il più possibile equilibrato.
PS: si consiglia la lettura dell’articolo sulla circolazione atmosferica generale per una maggiore comprensione della ciclogenesi disponibile sulla pagina Facebook o sul sito di Serenissima Meteo.
SISTEMI FRONTALI CICLONICI NEL PROSSIMO ARTICOLO.
A presto!