EQUINOZIO DI PRIMAVERA: DESCRIZIONE, ETIMOLOGIA E SIGNIFICATO DELLE STAGIONI

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h, la primavera. Chi di noi non associa questa stagione al risveglio della Natura, dalla fioritura nel verde dei prati agli animali selvatici che ripopolano i loro ambienti dopo il letargo invernale? Non a caso infatti, per la sensibilità collettiva, l’inizio di questa stagione, cioè l’equinozio di primavera, è un evento atteso e molto apprezzato, ma forse poco conosciuto dal punto di vista scientifico.
In sostanza, quindi, l’equinozio in cosa consiste?
L’equinozio, dal latino aequinoctium cioè “stessa notte”, è quel momento della rivoluzione terrestre (moto della terra attorno al sole) in cui i raggi solari giungono perpendicolari all’asse di rotazione terrestre, con conseguente uguale durata del periodo diurno e notturno del giorno equinoziale. Accade, però, anche un altro effetto interessante: i raggi solari, giungendo perpendicolari sull’asse di rotazione, creano lo stesso angolo anche all’equatore cosicché nella fascia equatoriale il Sole apparirà allo zenith ovvero perfettamente sulla verticale dell’osservatore (Fig. 2). Durante gli altri giorni dell’anno, invece, a causa dell’inclinazione dell’asse terrestre di mediamente 23 gradi rispetto al piano dell’orbita terrestre attorno al Sole, avviene una costante variazione dell’angolazione della radiazione del Sole che incide la superficie del nostro pianeta. Solo nei giorni equinoziali, quindi, la radiazione in arrivo dal Sole incontra la Terra con un angolo di 90°. Inoltre, come è risaputo, i giorni equinoziali ricorrono due volte all’anno e segnano l’arrivo delle stagioni astronomiche della Terra, come i solstizi. Ma mentre nell’emisfero boreale l’equinozio di marzo sancisce l’inizio della primavera, esso segna l’inizio dell’autunno nell’emisfero australe creando una sorta di opposizione delle stagioni tra i due emisferi. Questo discorso vale anche con i solstizi, in quanto l’inizio dell’estate nel nostro emisfero equivale all’inizio dell’inverno nell’emisfero meridionale.
Per essere precisi, però, le stagioni (primavera, estate, autunno, inverno) suddivise in base agli equinozi e i solstizi, sono definite astronomiche in quanto dipendono da fattori astronomici e cioè dalle posizioni che la Terra assume durante l’anno rispetto al Sole, e di conseguenza dall’angolazione della radiazione solare, come sopra esposto.
Infatti, la suddivisione delle quattro stagioni che conosciamo fin dall’infanzia non corrisponde a quella che si attribuisce alle stagioni meteorologiche poiché quest’ultime dipendono dai cambiamenti climatici che avvengono in una zona geografica nel corso dell’anno.
L’alternarsi delle stagioni definite meteorologiche avviene invece con un processo lento e graduale poiché dipende dalle variazioni delle condizioni climatiche come ad esempio la temperatura e la piovosità. Sebbene il confine tra una stagione e l’altra non sia un preciso istante temporale, per convenzione internazionale si è adottata comunque una divisione cronologica per facilitare un’analisi e un confronto fra le fasi stagionali nell’ambito climatologico e di conseguenza agevolarne lo studio.

Le stagioni meteorologiche sono così suddivise:
Primavera: 1° Marzo – 31 Maggio
Estate: 1° Giugno – 31 Agosto
Autunno: 1° Settembre – 30 Novembre
Inverno: 1° Dicembre – 28/29 Febbraio
Si nota così che esse sono divise per trimestri “interi” e che la stagione meteorologica ha un “anticipo” della sua corrispettiva stagione astronomica di poco meno di un mese.
Per questi motivi, stagioni meteorologiche e astronomiche non coincidono esattamente, ma sono comunque approssimabili poichè i fenomeni astronomici influenzano la meteorologia del nostro pianeta, ovvero la Terra.

EQUINOZIO E PASQUA 2019…UNA CURIOSITA’.

La Pasqua cattolica cade nella prima domenica dopo la prima Luna piena che segue l’Equinozio di primavera.
Questo dice la definizione ma manca qualche dettaglio senza il quale quest’anno si arriverebbe ad un paradosso.
Difatti, la Primavera astronomica del 2019 inizierà il 20 marzo, alle 22:58 (ora italiana); di contro il prossimo plenilunio sarà il 21 marzo alle 2:43 (ora italiana).
Poche ore di differenza, quindi, che fanno ricadere la Luna piena già nel periodo primaverile, secondo le regole dell’Astronomia. Viene quindi da pensare che la Pasqua – vista la definizione – cadrà domenica prossima (24 marzo).
E invece non sarà così!

Dov’è il problema?
Nel fatto che questa regola fu messa nero su bianco durante il Concilio di Nicea (nel 325 d.C.), in un periodo nel quale la Primavera astronomica cadeva quasi sempre il 21 marzo, data che quindi fu considerata per convenzione come universale per l’evento.
Pertanto il conteggio per la Pasqua non dovrà seguire il calendario astronomico anno dopo anno, ma partirà sempre e comunque dal 21 marzo, data nella quale quest’anno cade anche il plenilunio.
E siccome la regola dice che la Pasqua cade nella prima domenica dopo la prima Luna piena che segue l’Equinozio, ecco che il Plenilunio ormai prossimo non deve essere conteggiato, dato che coincide con lo stesso giorno dell’Equinozio. Occorrerà invece attendere il successivo Plenilunio, che arriverà venerdì 19 aprile alle 13:12 (italiane).

Va da sé che la Pasqua del 2019 cadrà domenica 21 aprile.

A cura di Puppo Francesco